Guglielmo Marconi

Il marchese Guglielmo Giovanni Maria[2] Marconi (Bologna25 aprile 1874 – Roma20 luglio 1937) è stato un fisicoinventorepolitico italiano.

È conosciuto per aver sviluppato per primo un efficace sistema di comunicazione con telegrafia senza fili via onde radio o radiotelegrafo che ottenne notevole diffusione, la cui evoluzione portò allo sviluppo dei moderni sistemi e metodi diradiocomunicazione, come la radio, la televisione e in generale tutti i sistemi che utilizzano le comunicazioni senza fili, e che gli valse il premio Nobel per la fisica nel 1909.

Anche altri scienziati e inventori hanno contribuito all'invenzione della telegrafia senza fili o hanno effettuato esperimenti simili negli stessi anni, come ad esempio Heinrich Hertz nel 1886,[3] Nikola Tesla nel 1893,[4] Carl Ferdinand BraunThomas Edison,Aleksandr Popov[5][6] e altri, ma gli esperimenti di Marconi portarono alle prime applicazioni commerciali su vasta scala di tale tecnologia.

 

Primi anni

 

Guglielmo Marconi nacque a Bologna il 25 aprile 1874. Suo padre Giuseppe Marconi (Capugnano, 8 luglio1823 Bologna, 26 marzo 1904), un proprietario terriero che viveva nelle campagne di Pontecchio, era al secondo matrimonio. Vedovo con un figlio, aveva conosciuto una giovane irlandese, Annie Jameson, nipote del fondatore della storica distilleria Jameson & Sons in visita in Italia per studiare bel canto, sposandola il 16 aprile 1864 a Boulogne-sur-Mer. Un anno dopo il matrimonio nacque Alfonso e, nove anni più tardi, Guglielmo.

Atto originale di nascita di Guglielmo Marconi.

L'avere avuto una madre irlandese[7] permette di comprendere meglio le molte attività di Guglielmo che si svolsero in Gran Bretagna e Irlanda. Avrebbe potuto optare per la cittadinanza britannica in qualsiasi momento, in quanto figlio di entrambi i genitori con tale cittadinanza.[8] Quando il piccolo Guglielmo aveva tre anni, il 4 maggio 1877, Giuseppe Marconi aveva infatti deciso di assumere a sua volta la cittadinanza inglese (non la riacquisirà più).

 

Gli esperimenti

 

Marconi, appena ventenne, cominciò i primi esperimenti lavorando come autodidatta, aiutato dal maggiordomo Mignani. Nell'estate del 1894 costruì un segnalatore di temporali costituito da una pila, un coesore (detto anche coherer, un tubetto con limatura di nickel e argento posta fra due tappi d'argento) e un campanello elettrico, che emetteva uno squillo in caso difulmine.

In seguito riuscì, premendo un tasto telegrafico posto su un bancone, a far squillare un campanello posto dall'altro lato della stanza.[9] Una notte di dicembre, Guglielmo svegliò la madre, la invitò nel suo rifugio segreto e le mostrò l'esperimento che aveva realizzato. Il giorno dopo anche il padre assistette all'esperimento. Quando si convinse che il campanello suonava senza collegamento con fili, regalò al figlio i soldi necessari per l'acquisto di nuovi materiali.[senza fonte] Il giovane Marconi proseguì nei suoi esperimenti anche all'aperto. In campagna aumentò la potenza delle emissioni e la distanza che separa il trasmettitore dal ricevitore, capace di ricevere i segnali dell'alfabeto Morse.

L'8 dicembre 1895, dopo vari tentativi, l'apparecchio che aveva costruito si dimostrò valido nel comunicare e ricevere segnali a distanza, ma anche nel superare gli ostacoli naturali (in questo caso, la collina dietro Villa Griffone). Il colpo di fucile che Mignani sparò in aria per confermare la riuscita dell'esperimento (l'apparecchio vibrò e cantò come un grillo per tre volte) viene considerato l'atto di battesimo della radio in Italia; altri sperimentatori avevano infatti ottenuto simili risultati in precedenza, come Nikola Tesla, che trasmise a 50 km di distanza all'inizio dello stesso anno in un collegamento a West Point,[10] mentre il russo Aleksandr Popov aveva realizzato un ricevitore di onde radio nel maggio dello stesso anno[6][11].

 

Il Brevetto

 

Prevedendo l'occorrenza di capitali per proseguire negli esperimenti, Marconi scrisse al ministero delle Poste e Telegrafi, al tempo guidato dall'on. Pietro Lacava, illustrando l'invenzione del telegrafo senza fili e chiedendo finanziamenti. La lettera non ebbe risposta e venne liquidata dal ministro con la scritta «alla Longara», intendendo il manicomio di via della Lungara a Roma.[12]

Nel 1896, Marconi parla con l'amico di famiglia Carlo Gardini, console degli Stati Uniti a Bologna, dell'idea di lasciare l'Italia per andare nel Regno Unito. Gardini scrive una lettera all'Ambasciatore d'Italia a Londra, Annibale Ferrero suo conoscente, per presentare il giovane e le sue straordinarie scoperte. Con risposta, l'ambasciatore Ferrero, consiglia di non rivelare a nessuno i risultati ottenuti se non dopo la presentazione del brevetto. Inoltre lo incoraggia a recarsi nel Regno Unito, dove ritiene che gli sarà più facile trovare i capitali necessari per l'impiego pratico della sua invenzione. Il 12 febbraio del 1896, Marconi parte con la madre per il Regno Unito. A Londra, il 5 marzo dello stesso anno, presenta la prima richiesta provvisoria di brevetto, col numero 5028 e col titolo "Miglioramenti nella telegrafia e relativi apparati". Da sottolineare che tale richiesta avvenne con 21 giorni di anticipo rispetto alla data della prima trasmissione radio realizzata dal russo Popov.[13] Il 19 marzo, Marconi ricevette dall'Ufficio Brevetti conferma dell'accettazione della prima domanda. Il 2 giugno dello stesso anno depositò all'Ufficio Brevetti di Londra una domanda definitiva per un sistema di telegrafia senza fili, n. 12039, dal titolo "Perfezionamenti nella trasmissione degli impulsi e dei segnali elettrici e negli apparecchi relativi". Nel farlo, Marconi rinunciò a tre mesi di priorità sull'invenzione.

Durante gli anni vi sono state molte dispute, sia teoriche nell'ambito dei fisici, sia in campo legale, per stabilire chi debba essere effettivamente considerato il primo inventore della radio, e ancora oggi la questione è controversa.

 

Il successo

 

Marconi, intanto, effettua dimostrazioni pubbliche alla presenza di politici e industriali: colloca ad esempio un trasmettitore sul tetto dello stabile della direzione delle Poste e un ricevitore in una casa su una banchina del Tamigi, a quattro chilometri di distanza. Per l'Ammiragliato stabilisce un contatto attraverso il canale di Bristol, largo 14 chilometri. Collabora con il Daily Express in occasione delle regate di Kingstown. I giornalisti seguono le regate al largo, a bordo di un rimorchiatore, poi passano le notizie a Marconi che le trasmette ad una stazione a terra da dove vengono telefonate rapidamente al giornale.

Nel luglio 1897 Marconi fondò a Londra la Wireless Telegraph Trading Signal Company (successivamente rinominata Marconi Wireless Telegraph Company), che aprì il primo ufficio in Hall Street a Chelmsford, in Inghilterra, nel 1898 e impiegava circa 50 persone.

Egli effettuò la prima trasmissione senza fili sul mare da Ballycastle (Irlanda del nord) all'isola di Rathlin nel 1898. Stabilì un ponte radio tra la residenza estiva della regina Vittoria e lo yacht reale sul quale c'era il principe di Galles, il futuro Edoardo VIIconvalescente per una brutta ferita al ginocchio. Nel dicembre dello stesso anno, da un battello attrezzato con radio parte una richiesta di soccorso: è il primo caso di richiesta di salvataggio. Il 29 maggio i segnali attraversano il canale della Manicasuperando la distanza di 51 chilometri.

Marconi concentra successivamente le sue ricerche verso l'Atlantico, convinto che le onde possano varcare l'oceano seguendo la curvatura della Terra. Nel novembre 1901 a Poldhu, in Cornovaglia, installa un grande trasmettitore la cui antenna di 130 metri è costituito da 60 fili tesi a ventaglio tra due piloni alti 49 metri e distanti fra di loro 61. Poi s'imbarca per St. John's di Terranova con gli assistenti Kemp e Paget. I due luoghi, separati dall'oceano Atlantico, distano fra di loro oltre 3.000 chilometri. Il 12 dicembre1901 ci fu la comunicazione che costituì il primo segnale radio transoceanico. Il messaggio ricevuto era composto da tre punti, la lettera S del codice Morse. Per raggiungere Terranova avrebbe dovuto rimbalzare due volte sulla ionosfera. Una contestazione recente è stata presentata dal dottor Jack Belrose basandosi sia su considerazioni teoriche che su tentativi di ripetizione dell'esperimento; egli crede che Marconi udì solamente disturbi atmosferici scambiati per un segnale.[14]

Marconi installò un analogo trasmettitore a scintilla nel Centro Radio di Coltano, presso Pisa, nel 1903, che venne utilizzato fino alla seconda guerra mondiale prima per comunicare con le colonie d'Africa, quindi con le navi in navigazione, e in seguito ampliata e potenziata tanto da diventare una delle più potenti stazioni radio d'Europa. In quell'anno, come ricorda la stampa coeva (La Gazzetta della Spezia) Marconi fu alla Spezia, presso la struttura della Marina Militare di San Bartolomeo, località militarizzata fra il capoluogo e Lerici: issò antenne dotate di palloni gonfiati ad elio, sulle plance di imbarcazioni inviate sempre più lontane dalla costa del golfo spezzino, e dalla base di San Bartolomeo dove Marconi operava per ottimizzare trasmissioni e ricezioni. Il 25 settembre 1912, alle ore 12:30 circa, Marconi transitava alla guida della sua automobile, una Fiat 50 HP, nel paese di Borghetto Vara in direzione di Genova, per attraversare il Passo del Bracco. Appena fuori dall'abitato di Borghetto Vara, in prossimità di una curva secca, la sua vettura si scontrò frontalmente con un'altra automobile, una Isotta Fraschini, rimanendo incastrata fra le lamiere di quest'ultima[15]. L'urto fu molto violento e Marconi fu ferito all'occhio destro dalle schegge di vetro del parabrezza della sua vettura frantumatosi nello scontro. Ricoverato presso l'Ospedale militare della Spezia in Viale Fieschi, Marconi fu operato nella serata dello stesso giorno a causa dell'aggravarsi delle sue condizioni; i medici furono costretti ad estirpare l'occhio leso. In seguito fece una lunga degenza riabilitativa presso lo stesso ospedale. La curva nei pressi dell'abitato di Borghetto Vara, luogo dell'incidente, è detta ancor oggi dai vecchi abitanti curva Marconi.

Guglielmo Marconi
 
 
25 aprile 1874 - 19 luglio 1937
Nato a Bologna
Morto a Roma
Cause della morte Naturale
Dati militari
Nazione servita Flag of Italy (1861-1946).svg Regno d'Italia
Forza armata Emblem of the Regia Marina.svg Regia Marina
Arma Marina
Corpo Istituto Radiotelegrafico della Marina
Specialità Telegrafista
Anni di servizio 1915 - 1919
Grado al congedo: capitano di corvetta
Rank insignia of contrammiraglio of the Regia Marina.svg
promosso contrammiraglio della riserva nel 1938
Guerre Prima guerra mondiale

[senza fonte]

voci di militari presenti su Wikipedia

Nel 1904 effettuò esperimenti sul colle Cappuccini di Ancona, al fine di studiare l'influenza della luce solare sulla trasmissione delle onde radio, evidenziando che esse hanno una migliore propagazione durante la notte[16][17].

Il 16 marzo 1905 sposò Beatrice O'Brien, figlia di Edward Dunnough (O'Brien), quattordicesimo barone di Inchiquin. Ebbero tre figlie, Lucia, che sopravvisse solo tre settimane, Degna e Gioia, e un figlio, Giulio. Divorziarono nel 1924.[18]

Marconi completò gli esperimenti per ottenere comunicazioni transoceaniche attendibili fino al 1907 e fondò la Marconi corporation, che nell'ottobre del 1907 inaugurò il primo regolare servizio pubblico di radiotelegrafia attraverso l'Oceano Atlantico, dando la possibilità alle navi transatlantiche di lanciare l'SOS senza fili.

L'utilità del radio soccorso in mare si dimostrò il 23 gennaio del 1909, con il primo eclatante soccorso navale che portò al salvataggio degli oltre 1700 passeggeri del transatlantico americano "Republic", che stava per affondare dopo essere stato speronato dal piroscafo italiano "Florida". L'operatore radiotelegrafico Binns, che lavorava per la compagnia Marconi, continuò a lanciare per 14 ore ripetute l'SOS, finché uno di essi fu ricevuto dall'operatore del piroscafo "Baltic", il cui comandante ordinò di cambiare rotta e diede il via all'operazione di salvataggio. All'indomani nel porto di New York, salvi tutti i passeggeri, Binns fu festeggiato come un eroe e la gratitudine coinvolse la figura del marconista, accelerando la popolarità di Marconi.

Nello stesso anno, il 10 dicembre 1909, a Stoccolma Guglielmo Marconi ricevette il premio Nobel per la fisica, condiviso con il fisico tedesco Carl Ferdinand Braun. La motivazione della Reale Accademia delle Scienze di Svezia recitò: “... a riconoscimento del contributo dato allo sviluppo della telegrafia senza fili”.

Nell'autunno 1911 Marconi visitò le colonie italiane in Africa per sperimentare i collegamenti a lunga distanza con la stazione di Coltano; in particolare fu a Tripoli da poco occupata dalle truppe italiane dove effettuò in collaborazione conLuigi Sacco, comandante della locale stazione radio, alcuni esperimenti di collegamento radio con Coltano, che diedero impulso all'allestimento da parte dell'arma del Genio del primo servizio di radiotelegrafia militare su larga scala.

Quando, nel 1912, il Titanic affondò dopo aver lanciato il segnale SOS via radio, Marconi si trovava negli Stati Uniti e accorse al porto di New York per ricevere i 705 superstiti. Intervistato dalla stampa disse «Vale la pena di aver vissuto per aver dato a questa gente la possibilità di essere salvata». Prima di tornare in Italia, venne organizzata una cerimonia ufficiale in cui i superstiti sfilarono nelle strade di New York incolonnati, recando in omaggio a Guglielmo Marconi una targa d'oro, realizzata dallo scultore Paolo Troubetzkoy, quale segno di riconoscenza. L'inventore conferì un premio almarconista del Titanic Harold Bride che rimase al proprio posto a lanciare messaggi di soccorso, anche quando l'acqua aveva raggiunto il ponte superiore.[19]

Dal foglio matricolare custodito presso il distretto militare di Bologna, risulta inoltre, che il giovane Marconi scelse di fare il soldato nell'esercito per un anno; lo espletò invece nella Regia Marina, pur essendo nato in una città dell'entroterra (fu inserito nel corpo Reali Equipaggi in qualità di operaio).

Una rara immagine di Guglielmo Marconi (secondo da sinistra) in divisa da ufficiale della Regia Marina, a Washington nel 1917. Al centro, il capodelegazione Ferdinando di Savoia (terzo da sinistra) e Francesco Saverio Nitti.

Svolse il servizio militare all'ambasciata di Londra dal 1º novembre 1900. Trasferito poi in Italia fu congedato il 1º novembre1901, ma per età fu trasferito nell'esercito il 31 dicembre 1906. Venne nominato senatore a vita del Regno d'Italia il 30 dicembre 1914. In data 19 giugno 1915 Marconi si arruola come volontario nel Regio Esercito con il grado di tenente di complemento del Genio, indi promosso capitano il 27 luglio 1916 e, benché ufficiale dell'esercito, prestava servizio nell'Istituto Radiotelegrafico della Marina; in seguito a regolare domanda, datata Livorno 14 agosto 1916 presentata al Ministro della Marina, fu nominato Capitano di Corvetta della Regia Marina con R.D. del 31 agosto 1916, congedato con tale grado il 1º novembre 1919, e promosso Capitano di Fregata in congedo con R.D. 28 marzo 1920, e poi Capitano di Vascello con R.D. 7 luglio 1931. Ambedue tali promozioni rientravano nelle norme di avanzamento degli ufficiali di complemento in congedo.

Nel 1920 lo stabilimento di Marconi di Chelmsford fu sede della prima trasmissione audio annunciata pubblicamente delRegno Unito; una delle annunciatrici fu Nellie Melba. Nel 1922 il primo servizio regolare di trasmissioni di intrattenimentocominciò dal Marconi Research Centre a Writtle, vicino Chelmsford.

Fu nominato presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche nel 1927 e della Regia Accademia d'Italia (l'attuale Accademia Nazionale dei Lincei) il 19 settembre 1930, diventando automaticamente membro del Gran Consiglio del Fascismo, pur partecipando ad una sola seduta.

 
 

 

Chi sono i Radioamatori ?

La Scoperta della Radio e Guglielmo Marconi

Le radiocomunicazioni sono il frutto delle scoperte e della cooperazione di numerosi scienziati e tecnici appartenenti a diversi paesi. Faraday, all’inizio del XIX sec., studiò le interazioni elettriche e magnetiche, non tanto come azione a distanza, quanto sotto il profilo di campi di forza prodotti da cariche elettriche e da magneti; Egli scoprì che i campi elettrici possono essere indotti da campi magnetici variabili. Pochi anni dopo Maxwell, traducendo in forma rigorosamente matematica le idee di Faraday, fornì le basi della moderna teoria dell’elettromagnetismo, con il famoso ” Trattato dell’elettricità del magnetismo” (1873). Maxwell sostenne che le onde elettromagnetiche hanno la stessa natura delle radiazioni visibili, cioè della luce, e che si propagano con la medesima velocità di 300.000 Km/s, subendo fenomeni di riflessione e rifrazione del tutto analoghi a quelli luminosi. Le onde luminose sono molto corte, mentre le altre, più lunghe, sono quelle che oggi chiamano “radioonde”. Il termine “radio”, derivato da “radiazione”, fu adottato in una conferenza svoltasi a Berlino, in Germania, nel 1906, con riferimento alle comunicazioni mediante onde elettromagnetiche. Nel 1887 le teorie di Maxwell ebbero una conferma sperimentale dal fisico H.Hertz che riuscì a produrre e a rivedere le onde elettromagnetiche, denominate appunto onde hertziane. Con l’ausilio di un rocchetto di Runkorff e di un particolare spinterometro, Hertz realizzò il prototipo di un ‘oscillatore capace di irradiare un’onda elettromagnetica che poteva essere rilevata a breve distanza, ottenendo scintille tra le due punte affacciate di una spira metallica ad anello semiaperto. Hertz perfezionò notevolmente la parte sperimentale e successivamente, assieme ad Augusto Righi, riuscì a riprodurre in laboratorio , per le onde elettromagnetiche, quei fenomeni di riflessione, rifrazione e diffrazione che caratterizzano la luce. Il metodo a scintillazione adottato da Hertz per rivelare e quindi per ricevere a distanza le onde elettromagnetiche, era assai poco sensibile per applicazioni di pratica utilità.

Dopo una serie di altre sperimentazioni ad opera di fisici del periodo, l’italiano G.Marconi nel 1896 perfezionò e rese veramente efficienti le antenne rice-trasmittentied effettuò con un’apparecchiatura particolare i famosi esperimenti di Pontecchio, durante i quali trasmise segnali percepibili fino a 2400m di distanza. Gli studi ed i perfezionamenti della radio proseguirono a ritmo sostenuto, tanto che nel 1898 i trasmettitori Marconiani riuscirono a raggiungere la portata di circa 50Km.

L’Elettra

Nello stesso anno, a soli 24 anni, Marconi vendette la prima stazione radio commerciale sulle coste Irlandesi. Nel 1900 lo studioso italiano riuscì ad inserire un rudimentale circuito di sintonia sia nel trasmettitore che nel ricevitore: con questi accorgimenti tecnici le onde radio generate artificialmente riuscirono a raggiungere distanze enormi, superando i 300Km.

Nel 1901 Marconi lanciò il primo messaggio radiotelegrafico attraverso l’atlantico, da una stazione trasmittente situata in Cornovaglia. Naturalmente i successi dell’inventore italiano interessarono altri scienziati che cominciarono a studiare l’apparecchiatura contribuendo a svilupparla ulteriormente, apportandovi continui miglioramenti. Uno dei grandi limiti dell’invenzione di Marconi risiedeva nel fatto che si potevano inserire solamente impulsi adatti per il codice Morse, cosa che era inadatta per la trasmissione dei suoni. Nel Dicembre del 1900, usando un trasmettitore a scintilla Fessenden riuscì a trasmettere un breve messaggio fonico: per la prima volta nella storia del pianeta la voce dell’uomo poteva udirsi a diversi chilometri di distanza viaggiando a cavallo di onde elettromagnetiche. Sei anni dopo ancora Fessenden realizzò quella che è considerata la prima trasmissione radiofonica della storia: parole e musica vennero udite nel raggio di 25Km dalla trasmittente situata a Brant Rock sulla costa del Massachusetts. Nel 1915 la trasmissione radiofonica era una realtà capace di varcare i confini oceanici. Intanto, nel 1916, Marconi decise di riprendere gli studi sulle onde corte potendo utilizzare apparecchiature elettroniche meno artigianali di quelle dei suoi primi esperimenti. Fu nel 1923 che si constatò la possibilità di impiegare le onde corte per la trasmissione a lunga distanza. In quell’ anno infatti, l’americano Conrad riuscì a costruire un ripetitore per il trasferimento dei programmi emessi dalla stazione KDKA, di Pittsburgh, in Pensylvania, alla stazione KDPM situata a 160 Km di distanza, nella città di Cleveland nell’Ohio. Segnali emessi da una stazione trasmittente a onde corte di maggior potenza furono raccolti dalla BBC a Londra, cioè a 5600Km di distanza. Nel 1924 la radiocomunicazione a onde corte era ormai perfezionata al punto che Marconi poté realizzare la prima trasmissione dall’Inghilterra all’Australia. Sempre nello stesso anno Appleton riuscì a spiegare perchè le radioonde seguono la curvatura della superficie terrestre. Egli scoprì l’esistenza di una fascia “ionizzata” – la ionosfera – che circonda il globo ad un altezza di 60 Km. La ionosfera si comporta come uno specchio che riflette le radioonde a distanza di varie centinaia di chilometri dal punto di emissione. Poiché anche la superficie terrestre riflette le radioonde, queste possono rimbalzare tra i due strati per migliaia di chilometri.

Questi esperimenti resero evidenti le enormi possibilità che questo nuovo mezzo di comunicazione offriva. Era possibile per esempio collegare stazioni terrestri con le navi che attraversavano gli oceani, permettendo loro una navigazione più sicura, opportunità poi allargata anche ai mezzi aerei. Si poteva ottenere una rete di comunicazione molto efficiente che riusciva a collegare tra loro le nazioni del mondo intero. Insomma l’uomo poteva contattare il suo simile in ogni parte del mondo!! Certamente un’invenzione decisiva la Radio, che ha permesso tra l’altro la conquista dello spazio e la veloce propagazione della conoscenza in tutto il mondo.

Negli ultimi decenni, i radioamatori hanno contribuito in modo decisivo allo studio della propagazione dei segnali radio, collaborando tra l’altro alle iniziative condotte in occasione di studi ed esperimenti geofisici. Le loro esperienze sono riconosciute come di grande interesse teorico e pratico ai fini dello studio delle radiocomunicazioni. Vari satelliti nello spazio sono stati inoltre messi a disposizione dei radioamatori proprio perché le esperienze da essi condotti, sono risultate decisive per la successiva attivazione di sistemi di comunicazione avanzati.

Nascono così i primi radioamatori che con rudimentali attrezzature iniziano ad esplorare il fantastico mondo della radio.

Al giorno d’oggi la radio e tutte le sue applicazioni hanno subìto profonde trasformazioni. Dopo essere nate come comunicazioni punto-punto (stazioni radio Fisse o Mobili)sono successivamente sorte le reti di tipo Cellulare (Telefonini) e le comunicazioni Satellitari. Anche le modalità di trasmissione sono radicalmente cambiate passando dalla Telegrafia(Nota Modulata) alla Fonia (nei sui diversi aspetti AM, FM, SSB ecc.) ed infine alle trasmissioni Digitali per mezzo delle quali e’ possibile trasferire grandi volumi di informazioni (Dati) via Etere. Questa ultima modalità di trasmissione ha radicalmente trasformato la Radio in un potentissimo veicolo di trasporto di informazioni che non e’ limitato ne dalle distanze ne tanto meno da qualsiasi ostacolo fisico, basti pensare ai collegamenti radio che vengono effettuati con potenze irrisorie, tra sonde spaziali lontane miliardi di chilometri e le basi a terra che inviano comandi e ricevono enormi quantità di dati (Foto, Rilevamenti, ecc.) . Ultimamente, le comunicazioni “wireless” (Wi-Fi) a 2.4 GHz stanno incontrando un notevole interesse da parte della comunità radioamatoriale, consentendo ad essi di creare uno sviluppo consistente nelle comunicazioni attraverso l’impiego di queste frequenze con il sempre più massiccio utilizzo di sistemi computerizzati e con possibilità di creare punti di ingresso sulla rete per eccellenza (Internet).

Tutto questo “Traffico”naturalmente necessità di regole che definiscano Frequenze di utilizzo, Modalità di trasmissione, Tipologia di servizi, Potenze utilizzate. A questo scopo sono state create organizzazioni mondiali che emanano periodicamente regolamentazioni in merito come ad esempio la I.T.U. (International TelecomunicationUnion) www.itu.int/home/index.htm alla quale fanno capola I.A.R.U.(International Amateur Radio Union) www.iaru.org , che rappresentale varie associazioni Radioamatoriali a carattere Nazionale come l’ A.R.I. (Associazione Radioamatori Italiana) www.ari.it. In particolare le attività radioamatorialivengonoeffettuate su bande di frequenza denominate appunto “bande radioamatoriali”, e riservate a loro da un apposito Decreto sulle Telecomunicazioni emesso da Governo Italiano in ottemperanza con le norme ITU e IARU.

Non abbiamo la presunzione di aver soddisfatto la vostra curiosità in merito ai Radioamatori ed al Radiantismo, ma speriamo di aver attirato la vostra attenzione verso questo meraviglioso mondo della radio, e chissà che un domani non vogliate approfondire le vostre conoscenze e divenire anche Voi Radioamatori, cioe’ amanti della Radio!!!!